Allegri in conferenza stampa

La conferenza stampa di Allegri alla vigilia di Monza-Juve

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La conferenza stampa di Allegri alla vigilia di Monza-Juve
La conferenza stampa di Allegri alla vigilia di Monza-Juve
La conferenza stampa di Allegri alla vigilia di Monza-Juve

La Juventus aprirà la 14^ giornata di Serie A con la gara in trasferta a Monza - prima di tre sfide consecutive tutte da giocare di venerdì sera. Mister Massimiliano Allegri ha presentato il match, nella consueta conferenza stampa della vigilia, sottolineando l’importanza della partita in questa delicata fase della stagione.

MONZA, UNA PARTITA COMPLICATA

«A Monza non sarà semplice e lo sappiamo dallo scorso anno: sono l’unica squadra che nel campionato passato ha tolto sei punti alla Juventus e non abbiamo mai trovato la via del gol contro di loro. Sarà una partita difficile e per noi è importante dare seguito a quello che è stato il pareggio con l’Inter in casa. Se sottovalutassimo la sfida commetteremmo un inspiegabile errore di poca maturità, sappiamo quali sono i nostri limiti, il gruppo è coeso e abbiamo una buona classifica, ma non abbiamo fatto ancora niente e sappiamo che nel calcio non puoi permetterti di mollare. Mancano sei gara alla fine del girone d’andata - quattro trasferte e due scontri diretti in casa - dobbiamo fare un passettino alla volta. Dobbiamo guardare sempre la quinta in classifica e bisogna scappare e allontanarsi dalle squadre che ci sono dietro. Questo però non si può fare con il risultato di una singola partita: il campionato è una crociera, non una gara di velocità. Essere a due punti dall’Inter è un motivo di orgoglio, ma ancora non abbiamo conquistato nulla».

LE SCELTE DI FORMAZIONE

«Per quanto riguarda gli infortunati: Danilo e Alex Sandro sono a disposizione, per Locatelli invece oggi valuteremo le sue condizioni fisiche. Nel suo caso è un problema di dolore: contro l’Inter è entrato ed è riuscito a dare una mano alla squadra, vedremo oggi in allenamento come risponde. Se non dovesse essere a disposizione, farò le mie valutazioni su Nicolussi Caviglia, altrimenti troveremo un’altra soluzione». 

«Davanti Chiesa e Vlahovic hanno fatto una buona prestazione, ma anche gli altri stanno bene: c’è stato il momento di Kean e di Milik, l’ho detto anche ai giocatori e ci saranno delle situazioni in cui qualcuno giocherà meno. Per il bene di tutti dobbiamo puntare al quarto posto. A tal proposito, mi viene in mente Perin: un giocatore che ha raggiunto un livello molto alto e scende poco in campo, ma nonostante tutto è sempre di sostegno al gruppo, sempre propositivo. Tutti sanno che abbiamo un obiettivo: tornare a giocare il martedì e il mercoledì».

IL DNA JUVENTUS

«Ho un contratto con la Juventus fino al 2025, stiamo lavorando insieme e bene a quello che sarà il futuro della Juventus dei prossimi anni. Con i nuovi dirigenti e con la proprietà con cui ho rapporti da dieci anni c’è un buona armonia per creare, con tutto il settore giovanile a cui tengo molto, un futuro che sia importante per la società. Perché una cosa che ho imparato quando sono arrivato nel 2014 è che nella Juventus passano gli uomini, ma rimane il DNA: alla Juventus infatti bisogna stare zitti, tenere il profilo basso e lavorare. Il resto non conta niente. Con questa nuova dirigenza vado molto d'accordo e stiamo lavorando per far sì che la Juventus abbia un futuro importante non solo nell’immediato, ma anche nelle prossime stagioni».

I NOSTRI AVVERSARI

«Domani affrontiamo una squadra con buoni giocatori e ben guidata che ha messo in difficoltà tante squadre, lo dicono i numeri. Il Monza, come spesso capita nel calcio, dimostra che la differenza la fa soprattutto la fase difensiva: nelle ultime dieci partite per tre volte non hanno subito rete e nelle altre sette ne hanno incassato soltanto uno. Difendono tutti insieme, uniti, sarà una gara difficile. Palladino sta facendo molto bene e sono certo che nella crescita e nell’evoluzione possa solamente migliorare, non parlo solo di campo ma anche fuori: può fare un’ottima carriera. Anche per questo in campo dovremo essere la Juventus che è stata nelle prime 13 giornate, perché non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno: abbiamo grande rispetto per tutti e il nostro compito è fare delle prestazioni di squadra come fatto finora, indipendentemente dalla gara con l’Inter».

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